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Quert
"Io non sono un corpo qualunque, ma questo corpo qui, con tutto ciò che esso comporta. Sono solo i tuoi occhi ciechi che non riescono a vederlo. Forse perché non puoi vedermi da dove io mi guardo."
Due anni di estenuante lavoro sull’autostima per arrivare a questo?
Prima mi sono rasata, poi son diventata fuxia, ora ho fatto la tinta più scura; ho smesso di spalmarmi il fondotinta sulla faccia e porto solo un po’ di blush; ho comprato un paio di sandali con la zeppa di dieci centimetri; ogni tanto porto gli occhiali, sia da vista che da sole; ho ricominciato a portare i jeans stretti e ora vado a comprarmi uno smalto. Non mi vergogno più. Temevo che facendo trasparire le mie frivolezze mi avrebbero considerato a mia volta frivola, ma ciò che sono non è ciò che indosso. Non mi vergogno più, nemmeno di portare i tacchi alti.
“Sei il suono, le parole di ogni certezza persa dentro il tuo odore”
Ma se ascoltando certe canzoni mi venisse da pensare che forse il tempo dietro di noi non è stato poi così male? Se volessi riviverlo? Una sola volta nel suo letto, niente più.
Ci ho pensato, vorrei dirtelo, non me lo sono meritata di essere stata umiliata in quel modo. Vorrei urlartelo. Vorrei schiaffartelo su un lato della faccia, rosso e ardente. Umiliazione? Delusione? Nessuna parola è esatta.